venerdì 30 gennaio 2009

Perdita di potere

iNDIFFERENZA E DISIMPEGNO - alcuni dei segnali che Scalfari stigmatizza nella sua rubrica 'Il vetro soffiato' su L'Espresso 5 feb 2009, sono il crescente disinteresse dalla politica ed il distacco dalla parola scritta, sostituita dalle immagini e dalla navigazione in rete. Per molti questo sarebbe sintomo di passività psicologica. L'impoverimento e la paura del futuro costringerebbero famiglie ed individui delle fsce medie e medie basse a chinare il capo sulla "propria ciotola di minestra" perdendo di vista i cosiddetti bisogni secondari (il cd. riflusso da impegno civile, solidarietà, visione politica del bene comune), in parole povere la paura della perdita di un certo benessere ci garantisce la perdita della coesione sociale, per cui lottarono le generazioni che ci han preceduti.

Anni e anni di televisione han preparato il terreno, ma voi capite che anche scrivere e leggere sui Blog diventa una questione un po' più delicata.

mercoledì 28 gennaio 2009

Lo sappiamo...

“Per conoscenza tacita si intende, in generale, ciò che si conosce, ma non si esprime perché non si può o sarebbe inutile farlo: "possiamo conoscere più di quanto possiamo esprimere" [Polanyi, 1966 ma anche 1958, 1969].”



Michael Polanyi è uno scienziato ungherese che è passato dalla medicina, alla fisiologia chimica e quindi alla filosofia. Negli anni cinquanta e sessanta ha studiato a lungo la costruzione del sapere personale. Questi studi hanno sollevato enorme interesse nei campi dell’attività direzionale e delle conoscenze organizzative. Due ricercatori di Helsinky, Håkan Ylinenpää & Niklas Nilsson, per una recente ricerca sulla trasmissione intensiva di esperienza tra lavoratori, si sono basati proprio sugli studi di M. Polanyi sulla conoscenza tacita.


L'ipocrisia come dimensione nella quale, attraverso la simulazione e la dissimulazione, si compongono e si integrano il pensiero e l'azione, il dire e il fare, soprattutto quando il modello razionale del controllo dell'organizzazione non riesce a rendere plausibilmente conto della differenza tra ciò che la realtà è e ciò che si vorrebbe fosse [Brunsson, 1995]

domenica 25 gennaio 2009

Le donne...



Se mi affaccio alla finestra dello studio, vedo la strada, vedo le automobili, le moto, gli autobus, le persone che passano sui marciapiedi... il giardinetto nella piazza, i cani che giocano... gli alberi del piccolo bosco sulla collina di fronte, un po' più in alto. Appena davanti casa mia ci sono una serie di negozi, con le loro vetrine, alcune belle, altre solo più che decorose. Quando sono spente le luci, ed una ragazza od una donna sole passano sul marciapiedi, proprio di fronte, mi piace seguirle con lo sguardo. Le seguo, e aspetto.
Nel frattempo valuto il loro abbigliamento, la camminata, molte sono altezzose, altre più aperte, simpatiche diresti, penso a dove staranno andando... o a fare cosa.
Nonappena giungono all'altezza delle vetrine... zac! Tutte tutte immancabilmente si voltano a dare un'occhiatina fugace... Pancia in dentro e petto in fuori, un controllino, quasi una carezza data con lo sguardo o un buffetto di incoraggiamento, per seguitare a solcare il mare della vita con l'aria dell'inaffondabilità...
Velocissime, un attimo, e via, di nuovo sicure di sè, lo sguardo "oltre", sopra tutto e tutti. Gli sguardi prima preoccupati, si fanno poi compiaciuti... tutto a posto, ok! tranquillizzate proseguono il cammino ininterrotto!



Così sicure, certe addirittura sfrontate all'apparenza, ma in realtà così... vulnerabili nel loro intimo! Se solo gli uomini sapessero!
Se solo vi osservassero davvero per qualche istante, o qualche attimo in più...
Capirebbero quanto in voi è un atteggiarsi e quanto resta di vero, della persona, dietro la facciata.
Ma pochi osservano.
Tutti guardano, e solo pochi vedono.
Altrimenti, quante meno incomprensioni!
Noi vediamo i vostri artigli, ma sono come le spine della rosa del Piccolo Principe.
Scusatemi se ho violato parte del vostro segreto, ma mi piacete troppo così come siete, tutte!
Chiudo la finestra e ritorno allo studio...
Con sincero amore

mercoledì 21 gennaio 2009

Silenzio


Siamo lupi,
rispetto ai cani siamo pochi,
al crepitio dei fucili
il tempo ci ha decimati
come in un'esecuzione
silenziosamente, siamo caduti a terra,
ma siamo sopravvissuti,
anche se ci han messo la bando.
Siamo lupi.
Siamo in pochi.
Non è rimasto quasi più nessuno.
Lupi e cani, siamo figli della stessa madre,
ma noi non ci siamo mai arresi.
Voi avete in sorte una ciotola piena di avanzi,
noi la fame su un suolo gelato.
E nevicate,
e sentieri sotto un placido cielo stellato.
Nel gelo di gennaio,
mentre voi siete accolti in casa,
noi siamo circondati dalle tenebre.
Voi sbirciate da una fessura nella porta,
noi lottiamo nella foresta.
Anche voi, un tempo, foste lupi,
ma avete smarrito il coraggio per la strada.
Eravate grigi,
e arditi,
ma vi siete cibati degli avanzi,
che vi hanno resi schiavi.
Vi prostrate servili e fate moine
per una crosta di pane,
ma il collare e il guinzaglio
sono il prezzo da pagare, e ben vi sta!
Tremate pure nelle vostre gabbie
Mentre noi usciamo a caccia!
Perchè sapete, che più di qualunque orso,
noi lupi,
odiamo i cani.

Poesia Cecena di epoca sovietica, tratta dal libro "Il bambino dal cuore di lupo" di A. Seierstad, ed. Rizzoli, che, come ha fatto in precedenza l'amica Leena anch'io vi consiglio. Oggi ha un post un po'particolare, da Leena Lander.

Ma quanto mi costo.... Ditemi che mi sbaglio...!

Premetto che sono tutt'altro che un ragioniere, che non mi occupo di contabilità nè di bilanci, ma... ho voluto fare un prova... Lo spunto l'ho preso da quelle pubblicità che per invogliarti ad acquistare un prodotto ti dicono che "costa meno di un caffè al giorno"... Andiamo a vedere un po' i costi della nostra vita parametrizzati al giornaliero, al quotidiano... ed è anche giusto fare "il ritorno": quanto mi costa all'anno la tal spesa giornaliera...
Intendiamoci non ci ho messo più di tanto a farlo, è poco più di "un conto della serva", è perfettibile, ma vedere che siamo già oltre 1.600 euro mensili... senza spesa per generi di prima necessità... senza manutenzione della casa, spese condominiali ecc. ecc. non è male! certo, per la casa ho ipotizzato una durata di 20 anni, come se alla fine valesse zero (cosa che non è reale), ma non ho messo nemmeno il reale costo di un mutuo, per l'automobile ho ipotizzato una durata di 5 anni, mentre le mie han tutte il doppio di età, viceversa mancano i carburanti e tutte le altre spese di consumo, ma queste sono in funzione dei km percorsi, ecc. anche qui troppe variabili... Se volete consultare le tabelle dell'Aci per i costi a km del vostro modello di automobile e moltiplicare per il chilometraggio medio che fate in un anno... io no!
Volutamente ho trascurato molte voci di spesa, ad esempio l'abbigliamento, il divertimento, la cultura, le vacanze e il tempo libero, il fitness ed altri, soggetti a troppe variazioni, per essere generalizzate, ognuno le può calcolare da sè, ma attenzione: si va in paranoia!
Inizierei da alcuni dei bisogni, se poi volete passare ai desideri... fate voi!

Esempio: affitto mensile. Ipotizzo un affitto di 800 euro al mese, diviso una famiglia di 4 persone (ci stanno? è verosimile?... dipende da luogo a luogo...) diviso 30 giorni fa... 6,67 euro al giorno, cioè 200 euro mensili pro-capite... ma se li paga uno solo sono 800 euro su uno stipendio...
E così via, per capire se p.e. pochi euro al giorno per avere la pay TV sono molti o sono pochi...



Insomma alla fine continuerò a fare a meno della TV, e in compenso cercherò anche di bere meno caffè, e "pranzare fuori"!!! Per quest'ultima voce io ho previsti 9 euro al giorno (vi assicuro che senza parlare di alta cucina, spesso spendo molto di più...) Avete visto quanto incide? Fanno oltre 2.300 euro l'anno... Ci faccio una vacanza! Come il costo per la casa di 250.000 euro (anche se, a proposito, c'è da ricordare che non ho messo il mutuo vero...)! Ma ormai pranzare fuori è quasi obbligatorio per chi lavora in una grande città o comunque lontano da casa... Oltre ciò mi colpisce il fatto che si spenda più in caffè che per l'abbonamento del treno, o del bus... Alla fine mi sento un pezzente depresso!... mi sa che era meglio non farli questi conti!... :(