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giovedì 15 gennaio 2009

Anch'io vi ricorderò.

Riprendo una canzone di Sergio Endrigo, cantautore italiano, nato a Pola il 15 giugno 1933, e morto nel settembre 2005 a Roma.
Purtroppo l'audio non è dei migliori... Io l'ho su CD ed è a mio avviso una canzone significativa, perchè di un esule, di quelli che nel dopoguerra hanno perso tutto e son dovuti scappare dai territori occupati dalla Yugoslavia, in Italia, dove non sono stati accolti come meritavano. Di quelli che da queste parti ancora condizionano la politica locale (e non solo...) e su queste vicende, non vorrei aggiungere altro, se non che sono successe ormai circa 60 anni fa... Del suo repertorio non conosco tantissimo, alcuni ricorderanno Il fiore ("Per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l'albero....), ma mi sembra che questa canzone sul Che, dal titolo emblematico "anch'io ti ricorderò"... c'entri proprio poco, e per questo apprezzo ancora maggiormente, e l'uomo e la canzone.

martedì 13 gennaio 2009

e prima o poi - errando dolcemente - il sogno
diverrà più vero dello spazio, l'eccitazione
più vera della vita,
l'eternità più profonda del tempo
e la ferita più scoperta ed evidente del mondo

(questa adesso esce dal mio mole s kine, qualcuno l'avrà scritta per primo
ma non so più chi sia... sorry!)

"perchè prendere il mare significa,
oggi come sempre,
andare incontro a ciò che non conosciamo"

In una città di mare affacciarsi su esso, significa guardare l'orizzonte vero, limite sì, ma limite mobile, posso avvicinarmici sempre, e sempre ci sarà un orizzonte nuovo, più in là, e ancora e ancora.
Ieri nella cucina di casa nostra sono nati (non vorrei sbagliarmi!) i (o il?...)
"Theillirianconcept" (o qualcosa del genere...), nati in una città di mare, buon auspicio?... Vi faccio un po' di cronaca: sul tavolo c'erano due crostate fatte in casa (mirtilli e albicocca), birra, succo di mela e caffè turco, chi voleva fumava, ma con la testa fuori dalla finestra!
Hanno il giusto mix, il passo breve - quasi da montanaro - del triestino che cammina in salita, il passo lungo delle padovane che camminano in pianura, e quello variabile di una 'bolognese' che sta un po' a metà, e lo "sciroppo balcanico" di una polesana... a loro auguro
buon viaggio!e tanta merda!