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martedì 13 gennaio 2009

e prima o poi - errando dolcemente - il sogno
diverrà più vero dello spazio, l'eccitazione
più vera della vita,
l'eternità più profonda del tempo
e la ferita più scoperta ed evidente del mondo

(questa adesso esce dal mio mole s kine, qualcuno l'avrà scritta per primo
ma non so più chi sia... sorry!)

"perchè prendere il mare significa,
oggi come sempre,
andare incontro a ciò che non conosciamo"

In una città di mare affacciarsi su esso, significa guardare l'orizzonte vero, limite sì, ma limite mobile, posso avvicinarmici sempre, e sempre ci sarà un orizzonte nuovo, più in là, e ancora e ancora.
Ieri nella cucina di casa nostra sono nati (non vorrei sbagliarmi!) i (o il?...)
"Theillirianconcept" (o qualcosa del genere...), nati in una città di mare, buon auspicio?... Vi faccio un po' di cronaca: sul tavolo c'erano due crostate fatte in casa (mirtilli e albicocca), birra, succo di mela e caffè turco, chi voleva fumava, ma con la testa fuori dalla finestra!
Hanno il giusto mix, il passo breve - quasi da montanaro - del triestino che cammina in salita, il passo lungo delle padovane che camminano in pianura, e quello variabile di una 'bolognese' che sta un po' a metà, e lo "sciroppo balcanico" di una polesana... a loro auguro
buon viaggio!e tanta merda!